• arch. Mariella D'Amico

Moda vs Personalità: chi sceglie i colori dei nostri vestiti?


Quante volte ci è capitato durante il cambio di stagione di ritrovare nell'armadio un vestito che l’anno precedente consideravamo bellissimo ed insostituibile, e che a distanza di 12 mesi ci è apparso inguardabile?

E ancora peggio, quante volte, riguardando le vecchie foto, ci soffermiamo con orrore alla vista di alcuni vestiti, che non solo hanno un taglio “antiquato”, ma magari fantasie e colori che, per l’epoca erano “alla moda”, ma alla luce dei decenni trascorsi ci sembrano agghiaccianti, se non addirittura ridicoli?

La moda cambia continuamente, talvolta ripropone rivisitazioni.

L’anno prima è di tendenza un colore, che l’anno successivo ci fa sentire totalmente fuori luogo.

Ci sono alcune persone che ritengono di essere estranee a questo meccanismo: si vestono sempre di nero, oppure pensano di scegliere i colori senza seguire le mode.

Invece... come spiega alla perfezione Miranda Priestly nel film “Il diavolo veste Prada” (splendidamente interpretata da Meryl Streep), tutto ciò che arriva sull’appendiabito dei nostri armadi, è in qualche modo stato deciso da altri!

Da personaggi così influenti che al solo arricciare della bocca, fanno cambiare intere collezioni agli stilisti!

Anche chi crede di non seguire i dettami modaioli, e pensa di “gridare al mondo che si prende troppo sul serio per curarsi di cosa si mette addosso” (cit. Miranda Priestly ), in realtà, suo malgrado deve fare i conti con ciò che il mercato offre. E se quell’anno si è deciso che un colore non è di moda, non c’è verso: quel colore non lo troverà!

I colori che troviamo persino “nel cesto delle occasioni”, si trovano lì perché nel periodo storico in cui viviamo, e in quella determinata area geografica, è stato proposto dapprima da chi si occupa del settore e a cascata è arrivato dalle passerelle, fino ai mercati rionali.

Ma come arriva un colore nel nostro armadio?

Oggi in occidente, prima ancora che agli stilisti, un gran potere decisionale in fatto di moda, è dato ai direttori di alcune riviste che hanno un peso internazionale importante e anche ad una manciata di fashion bloggers, che decretano il successo o il fallimento di una collezione!

In altri paesi del mondo la scelta dei colori è un fatto che riguarda addirittura la religione o la politica, che consente o proibisce determinati colori, per rispettare codici morali e spirituali, creati da leader autorevoli in quelle società.

Alcuni dogmi in fatto di colore, sono talmente assimilati che non li mettiamo neanche in discussione.

Senza scomodare chissà quali ideologie politiche o religiose: hai mai provato a chiedere un capo d’abbigliamento per neonato di colori diversi dall'accoppiata rosa/azzurro?

Circa 8 anni fa, io ho intrapreso una vera e propria caccia al tesoro pur di riuscire a vestire mia figlia Alice, con qualsiasi colore eccetto il rosa. E ahimè… in questa “crociata” si sono sentiti coinvolti anche i miei amici e parenti, che pur di farmi un regalo gradito, si sono prodigati nella stessa ricerca.

Ecco: l’associazione rosa/femminile e azzurro/maschile, è il classico esempio di quanto le scelte cromatiche siano strettamente connesse alla cultura. L’usanza è infatti recentissima… risale agli inizi del 1900!

Ma ha “attecchito” benissimo ed è diventata un must, per una questione culturale: la massima distinzione tra i sessi!

Il rosa, simbolo della dolcezza alle bambine, l’azzurro, (meno lezioso) e i colori vivaci ai maschietti.

Le nostre preferenze si uniformano o si discostano dai dettami della moda, a seconda di quanto siamo psicologicamente strutturati per apparire “differenti” e non omologati.

Sì perché nella nostra società l’abito e i colori di quest’abito, fanno il monaco!

che dalla semplice osservazione del colore dei vestiti che indossiamo, possiamo far intuire di noi almeno 8 cose:Tant'è

  1. la nostra cultura e la società a cui apparteniamo;

  2. il nostro legame con un determinato gruppo (es. divise,…);

  3. Lo status sociale e la nostra professione;

  4. Chiariscono se siamo in procinto di partecipare a qualche occasione speciale (matrimoni, feste, lutti,…);

  5. Definiscono la nostra professione;

  6. Suggeriscono la nostra personalità (colori eccentrici di solito sono scelti da persone estroverse, gli introversi preferiscono invece “mimetizzarsi”);

  7. Dichiarano in qualche modo la nostra età (i colori “ritenuti adeguati” e i gusti delle persone cambiano crescendo);

  8. Danno un’idea del nostro stato d’animo.

Per citare Nigel (il più stretto collaboratore di Miranda, ne “Il diavolo veste Prada):

“Questo mondo (della moda) non gira intorno alla bellezza interiore”.

E’ legato ad un’industria che ha un giro d’affari di miliardi, dove l’immagine sembra essere tutto!

E se non ti adegui perdi addirittura di credibilità!

Tant’è che alcuni personaggi noti, che non hanno magari né il tempo né il buon gusto o la voglia di scegliere gli abiti da indossare, creano un proprio look, magari con un maglioncino, oppure con una sorta di “divisa” monocromatica, che gli facilita la scelta.

Ma i colori sono energia, sono emozione, sono in grado di influenzare il nostro umore e quello degli altri!

Proviamo ad uscire dalla nostra zona di comfort… con un occhio al buon gusto e l’altro al nostro benessere.

Viviamo a colori… scegliamoli noi per quanto possibile! ;)

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