• arch. Mariella D'Amico

Se mi dici verde... in realtà non mi dici niente!


Ti è mai capitato di dover descrivere un colore a qualcuno?

Se si tratta di chiedere ad una commessa il colore di un capo d’abbigliamento tra quelli presenti nel negozio la difficoltà è davvero minima: di solito non ci sono diverse sfumature dello stesso colore e tra una maglietta rossa ed una verde non possono nascere grandi ambiguità (a meno che uno dei due non sia daltonico ;) ).

La questione diventa più complicata se dobbiamo ad esempio abbinare quel rosso o quel verde, ad un vestito che abbiamo già, perché se quel capo d’abbigliamento non lo portiamo con noi, ci saranno davvero poche probabilità di riuscire a ricordare l’esatta tonalità e soprattutto essere in grado di descriverla.

A me capita ogni volta con i nuovi clienti a cui fornisco una consulenza cromatica: iniziano ad esempio a descrivermi (già al telefono, prima ancora di incontrarci) di che colore vorrebbero dipingere una determinata stanza, chiedendomi poi un parere in merito alla loro scelta.

Normalmente li fermo quasi subito, dicendo loro che dovrei vederlo quel colore, perché il semplice aggettivo (verde ad esempio) non è sufficiente.

Ma alcuni, caparbi e volenterosi, continuano nella descrizione aggiungendo: è “chiaro” o “scuro”, “freddo” o “caldo”.

Altri imperterriti si cimentano con analogie tipo “verde bosco”, “verde smeraldo”…

La verità è che alcuni si rendono conto della mia impossibilità a rispondere, solo nel momento in cui ci incontriamo e campionario alla mano, prendono atto sia che esistono decine di verdi che potevano sembrare quello descritto, che altrettanti cambiamenti di luminosità e saturazione per ogni tonalità di verde!

Dunque come riuscire a descrivere un colore distinguendolo dagli altri?

Come si possono classificare i colori per darne una descrizione più fedele possibile alla realtà?

Purtroppo il linguaggio non ci viene in aiuto, non esistono termini sufficientemente precisi in questo campo.

Così, per evitare qualsivoglia interpretazione, si sono cercati dei parametri, che codificassero e rendessero possibile la riproduzione dei colori, validi a prescindere dalla lingua.

I campionari definiscono i colori mediante un codice, attraverso il quale riconoscono tre caratteristiche:

- la tonalità (es. verde, giallo, blu, rosso,…);

- la luminosità (percentuale di bianco o nero presente nel pigmento)

- la saturazione (che descrive la vivacità del colore: un colore saturo è più intenso, un colore poco saturo tende al grigio e appare più spento).

Ma, ovviamente, il colore non si può ridurre solo ad un codice…

Per scegliere il colore di un vestito o di una stanza, dobbiamo innanzitutto decidere quali emozioni vogliamo vivere e poi scegliere il colore che meglio si adatta alle nostre esigenze!

Prova a guardare la foto allegata al post per esempio: tutte e quattro le stanze sono verdi, ma:

- ogni verde farà vivere emozioni diverse alla persona che permane in quell’ambiente;

- le stanze sembrano più o meno grandi, più o meno luminose, nonostante siano tutte e quattro verdi;

- alcune attività saranno favorite e altre inibite: non è che se dipingo la stanza verde, favorisco necessariamente il relax… dipende dal verde!

Se vuoi saperne di più… continua a seguirmi.

Se hai bisogno di farmi qualche domanda… sul sito troverai i miei riferimenti.

Colora le tue giornate, sii felice e circondati di gente felice! ;)

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